venerdì 26 marzo 2010

Perché difendere il nostro S.S.N.

Perché difendere il nostro Sistema Sanitario Nazionale istituito nel 1978 con la legge 833?

La risposta è molto semplice: perché è stata una conquista di civiltà.

La legge 833 del 1978 è stata, infatti, il frutto di una grande alleanza popolare fra le forze sociali e gli operatori sanitari più sensibili che mosse cittadini allora molto più coscienti ed attivi di oggi nel difendere ed ampliare i propri diritti.

Molteplici sono gli aspetti positivi e le conquiste che ne derivarono e che ancora adesso rimangono espressamente indicati nella legge e nei successivi ampliamenti:

- L’estensione dell’assistenza sanitaria gratuita a tutti i cittadini.
- Lo stesso trattamento sanitario per tutti i cittadini indipendentemente dallo stato sociale, religioso ed economico
- L’ obbligo, per lo Stato, di rispettare la definizione di salute più avanzata nel mondo che impone il raggiungimento e il mantenimento dell’equilibrio fisico, psichico e sociale delle persone. Mettendo quindi in rapporto, negli interventi da mettere in campo, l’ambiente in cui si vive e si lavora e la salute.
- La globalità dell’intervento sanitario dove prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione sono fondamentali e riconosciuti come diritti inalienabili e gratuiti nel percorso di vita dalla nascita in poi.
- Gli interventi di educazione sanitaria nell’ambiente di lavoro, nelle scuole e nelle famiglie per eliminare i fattori di rischio. Nella fattispecie creando i Servizi di Medicina del Lavoro, Medicina Scolastica ed i Consultori Famigliari.
- La tutela dei più deboli che, oltre agli indigenti, sono i portatori di Handicap, i malati psichici e gli anziani. Fino ad arrivare al loro recupero e reinserimento nella vita sociale
- La programmazione come metodo per organizzare i servizi sanitari, basandosi sulla conoscenza dei bisogni reali e complessivi della popolazione con la costituzione dei Distretti Sanitari e dei servizi sanitari territoriali in sinergia con le strutture ospedaliere.
- La partecipazione dei cittadini in organismi interni (Comitati Consultivi Misti) ed esterni (Conferenza dei Sindaci) alla struttura sanitaria pubblica come metodo per controllare ed intervenire sulle scelte in materia sanitaria e per verificare la rispondenza dei servizi ai bisogni della popolazione locale.
- La formazione e l’aggiornamento continuo del personale per una continua crescita professionale e di conoscenza.

Ma molteplici sono anche i fattori negativi che stanno pesantemente minando il Sistema Sanitario Nazionale pubblico.
Per questo la lista civica “terra del Magra – Sarzana” si schiera a difesa di questo patrimonio culturale e solidale e dice no

- Alla cattiva politica ed alla pessima amministrazione che sta minando le fondamenta del nostro S.S.N.
- Ai tagli degli organici e alle carenze tecnologiche che si traducono in trasferimento di finanziamenti dalla gestione diretta a favore di soggetti privati da cui si “acquistano” prestazioni
- Ad un inefficace coordinamento tra servizi ospedalieri e territoriali
- Ad una inadeguata programmazione e a tutti i sistemi che, direttamente o indirettamente, obbligano il cittadino a rivolgersi al privato
- Alla mancanza di interventi strutturali volti alla soluzione delle intollerabili liste di attesa. Ovvero alla mancanza di interventi diretti a rimuovere i fattori che le determinano
- Al precariato in sanità. Perché oltre al dramma ed all’insicurezza per le persone interessate è una dispersione ed impoverimento delle potenzialità con forti ricadute sull’assistenza
- Al privato con funzioni predominanti
- Al carico di lavoro burocratico sul personale sanitario che sottrae tempo in primis all’assistenza, ma anche all’aggiornamento, alla verifiche ed alla ricerca.
- Alla nomina dei Direttori Generali, Sanitari, Amministrativi e di Dipartimento e di Struttura complessa oggi legata più alla fedeltà politica o ad altri “titoli” piuttosto che al reale merito professionale.

Ma per questo occorre nuovamente un’alleanza con gli operatori a cui chiediamo di liberarsi da una sudditanza politico/affaristica, gerarchica e burocratica che ha invaso e sta gestendo per loro il campo sanitario.

Gli operatori devono ritornare a partecipare alle scelte di programmazione per percorsi clinici sicuri per i cittadini.

I cittadini, per parte loro, devono riappropriarsi dello stato che deve fissare regole e garanzie per tutti nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione ed esercitare una forte azione di controllo sia nelle strutture pubbliche che in quelle private.

Qualcuno dice che è ingerenza.
Noi diciamo che è una garanzia per tutti i cittadini del nostro paese.

Graziella Giacomelli, candidata Lista Civica “Terra del Magra – Sarzana” Resp. Centro Ligure Tutela del Malato Sarzana

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